Archivio per la categoria ‘Mumble mumble...’

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Agosto 31, 2007

…In una gioia che fa male di più della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai non ti buttare via
E non lasciare andare un giorno per ritrovar te stesso
figlio di un cielo così bello
perché LA VITA E’ ADESSO

Claudio Baglioni

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Viaggi di nozze… e bandiere

Agosto 29, 2007

Come sempre capita quando si torna dalle vacanze mi sento scarica e senza alcuna voglia di riprendere il contatto con la realtà. Le mie sono state molto di più di semplici vacanze, si chiama viaggio di nozze o, come si dice nel Paese che ho visitato, honey moon. Ventuno giorni negli Stati Uniti, “on the road”, Boston-Miami con tappe a New York, Washinghton, Orlando, ma anche in cittadine meno note ma non meno belle come Newport, Charleston, Savannah, Williamsburg. Ventuno giorni splendidi, assolutamente fuori dal mondo, così tanto da ricordare solo il giorno del matrimonio e null’altro, così tanto che a volte per sapere che giorno fosse dovevamo guardare il calendario!
Ho realizzato il mio grande sogno di vedere gli Stati Uniti. La cosa che più mi ha colpito è stata la presenza incredibile di bandiere degli States. Sono ovunque, anche nel bel mezzo dell’autostrada. Queste lunghe autostrade, sempre incredibilmente diritte, che attraversano una vegetazione fitta e rigogliosa, di tanto in tanto lasciare intravedere enormi bandiere che sventolano. Da noi la bandiere è presente davanti a uffici pubblici, caserme, luoghi di rappresentanza. Per loro la bandiera è molto di più, c’è sempre, quasi a voler costantemente ricordare che si è in una nazione, a voler sottolineare il concetto stesso di “nazione”.
Forse può apparire esagerato, eppure ha un suo senso e si dovrebbe riflettere un po’ di più sull’assoluta assenza della bandiera nel nostro Paese. E’ un simbolo unificante, che ha le sue radici nella storia di un Paese, che ricorda da dove veniamo, quindi chi siamo.
A parte le partite di calcio in cui gioca la nazionale, non si vedono molte bandiere da noi. Dopo le partite si ripongono nell’armadio. Non è un discorso nazionalista, si badi. E’ una semplice riflessione che mi porta a valutare quanto siamo distratti e poco attenti a tutto ciò che riguarda la nostra storia, il nostro passato. E’ triste vedere che ragazzi e ragazze adolescenti o ventenni non abbiano idea di cosa si festeggi il 25 aprile, non sappiano esattamente cosa si indichi con la parola Risorgimento. Tutto questo significa che non si sono neanche mai chiesti cosa sia accaduto prima. Semplicemente prima della loro nascita, prima che diventassero consapevoli. Non sanno nulla dei loro nonni, di quanto possa essere accaduto nella città stessa in cui abitano e tutto sommato non sentono neanche il bisogno di mettere la testa fuori dalla finestra e guardare cosa c’è oltre la loro fetta di cielo.
Ho molto spesso commentato i dibattiti che si stanno svolgendo in questo periodo intorno alla Resistenza, al significato della lotta partigiana. Ho consoderato fuorviante il “revisionismo” storico e assolutamente poco educativo, ma non avevo capito una cosa molto più semplice: tutto questo parlare e sparlare di momenti storici importanti, tutte queste svalutazioni, rivalutazioni, ripensamenti non hanno alcun ruolo, né educativo né antieducativo, semplicemente perché moltissime persone (credetemi, moltissime e non solo molto giovani) non sanno esattamente di cosa si stia parlando, quindi non seguono il dibattito, semplicemente perché non lo capiscono. Lo scorso anno mi sono trovata ad insegnare a ragazzi delle scuole superiori e ho constatato con grande amarezza che la nostra storia, quella più vicina a noi, quella conteporanea, non interessa a nessuno, è sentita come una materia tra le tante, studiata a memoria tanto per avere qualche cognizione da spiattellare all’esame di maturità. Tutto questo rende inutili i libri, i dibattiti e un qualunque tentativo di riflessione. Vana anche la bandiera, considerata oramai sempre più il simbolo della nazione in occasione dei mondiali o di qualunque altra manifestazione sportiva disputata a livello internazionale.
Tutto ciò che di buono o di cattivo possa contenere quel simbolo semplicemente non esiste.
Sarebbe possibile recuperare un po’ di memoria storica in questo nostro Paese, fino a non molti anni fa bello e grande? Si può sperare di ritrovare in qualche modo noi stessi, la nostra identità? Cominiciamo dal rispolverare le bandiere e spiegare cosa sono, magari? …Magari…